Qual è il senso della vita?

Oggi iniziamo cantando!

1“Voglio trovare un senso a questa sera
Anche se questa sera un senso non ce l’ha
Voglio trovare un senso a questa vita
Anche se questa vita un senso non ce l’ha
Voglio trovare un senso a questa storia
Anche se questa storia un senso non ce l’ha
Voglio trovare un senso a questa voglia
Anche se questa voglia un senso non ce l’ha

Sai che cosa penso
Che se non ha un senso
Domani arriverà…
Domani arriverà lo stesso
Senti che bel vento
Non basta mai il tempo
Domani un altro giorno arriverà…”

L’avete riconosciuta? È di Vasco Rossi ed esprime bene il senso dell’articolo di questa settimana!
Ossia: Ma che senso ha?

Chi di noi non si è mai fatto questa domanda? Sono certa che tutti siamo pienamente impastati dentro a questa grande domanda esistenziale! Tutti siamo ad interrogarci sul senso delle cose; in qualsiasi età ed per qualsiasi situazione che la vita ti porti a dover affrontare, ti scontri con la domanda: ma che senso ha?
Poi capita che magari un po’ ti assopisci o fai finta di nulla e tiri avanti cosi, piatto, senza sollevarti troppi interrogativi, perché interrogarsi è faticoso! Presuppone un  doverti mettere in movimento per cercare una risposta! Se mi faccio i fatti miei invece… oggi è un modo di dire molto comune, almeno a Roma e dintorni: “chi se fa i fatti suoi campa cent’anni!”.

Ma il nostro cuore non si anestetizza cosi facilmente… per fortuna, e capita di tanto in tanto che dal profondo della nostra coscienza affiorano, come bolle d’aria dagli abissi del mare, degli interrogativi insopprimibili.

Ciò avviene, per esempio, quando apprendiamo dalla TV o dalla stampa che è accaduta qualche tragedia, quando noi stessi veniamo colpiti da qualche brutto evento, quando sentiamo la fatica di vivere o ci immedesimiamo nei problemi degli altri, oppure semplicemente quando contempliamo alcunché di meraviglioso. Quando, insomma, qualche cosa di esterno ci sveglia dal comodo torpore che vorremmo crearci, ci tocca nel profondo e noi ci chiediamo: «Ma perché? Dove va la vita? Perché esisto? Che senso hanno le cose? Per cosa vale la pena vivere?».

È cosi! Verità l’UOMO è un CERCATORE DI SENSO! Cerchiamo un senso.

Un celebre poeta italiano, Giacomo Leopardi, ha descritto così questa esperienza nel Canto del pastore errante:

2Sorge in sul primo albore
move la greggia oltre pel campo, e vede
greggi, fontane ed erbe;
poi stanco si riposa in su la sera:
altro mai non ispera.
Dimmi, o luna: a che vale
al pastor la sua vita,
la vostra vita a voi? Dimmi: ove tende
questo vagar mio breve,
il tuo corso immortale?

Mi alzo al mattino, mangio, vado a scuola, esco, studio, mi svago, ceno e vado a dormire, e così tutti i giorni: ma DOVE STO ANDANDO?
Ancora Leopardi nello stesso Canto si rivolge alla luna:

…Spesso quand’io ti miro
star così muta in sul deserto piano,
che, in suo giro lontano, al ciel confina;
…dico fra me pensando:
a che tante favelle?
Che fa l’aria infinita, e quel profondo
 infinito seren? Che vuol dir questa
solitudine immensa? Ed io che sono?

È questa ricerca di senso che è in noi che sprigiona queste fondamentali domande. Ci rendiamo conto di non essere dei semplici registratori di eventi. Non siamo radar, registratori fotocellule. Se il tuo ragazzo o la tua ragazza ti pianta in asso, tu sul tuo diario non scrivi: «10/5/2017, ore 10.53.07: termina relazione di tipo affettivo tra me medesima e ente umano di genere maschile di nome Antonio». Ben altre saranno le considerazioni. PERCHÉ?

Perché noi ANDIAMO OLTRE AI FATTI, CERCHIAMO I MOTIVI, LE CAUSE, IL FINE DELLA VITA.

Quando rispondiamo a queste domande cercando a buon diritto consolazione nei piccoli piaceri della vita, ci succede che le cose stesse ci rimandano a ciò che va più in là:

Sotto l’azzurro fitto del ciel qualche uccello di mare se ne va; né sosta mai: perché tutte le immagini portano scritto: “più in là” (L’agave, Montale)

Che giova all’uomo possedere tutto il mondo, se poi smarrisce il significato di sé? O che darà l’uomo in cambio di sé? (Mt 16,26)

Come Vasco Rossi oggi, da sempre e per sempre queste sono le domande che si aprono di fronte a chi cerca e che fanno dell’uomo un CERCATORE DI SENSO, DI VERITÀ.
Ma questa verità spesso ci sfugge poiché la ricerchiamo in posti che non la contengono! Spesso ci ritroviamo a mettere al centro della nostra vita qualcosa che crediamo sia la verità, poiché si traveste da verità ma in realtà sotto troviamo solo menzogna, marciume ed inadeguatezza.

Come si trova la verità di noi stessi?
Come si risponde a queste domande che riguardano il senso della nostra esistenza?

Di fronte al cercare di rispondere, nella ricerca accadono spesso due cose… ai poli opposti.

Uno che chiamiamo MINIMALISMO in cui rimbomba nella testa quella frasetta che fa: “Non mi va!! Sai che c’è non ne ho voglia, non mi importa sto bene cosi, alla fine sono tutte stupidaggini, tutte queste domande sulla vita sul senso sul di più, sono solo grandi fisime mentali, tanto alla fine ce l’hanno tutti con me, e sono sempre io a dovermela prendere in quel posto per cui vivo l’oggi in ciò che più mi va….” Disinteresse, svogliatezza, mancanza di speranza o di interesse in ciò che si fa; si arriva a vivere in una sorta di torpore, indolenza che porta a non combattere più per ciò che è bene o male, perché tutto diventa relativo! Poiché tutto gira intorno alle mie voglie del momento, al mio “non mi va!”

L’anima si accontenta della mediocrità: rimandi, perdi tempo, sonnecchi, perdi la sensibilità per le cose che potrebbero esser buone per te.
Il concetto è ben espresso in questa frase di Don Tonino Bello:

“Sapete perché tante volte la nostra vita ci sembra pesante? Perché è vuota.
Pare strano ma è così: più la vita è vuota e più diviene pesante.”

3L’altro modo lo chiamiamo MASSIMALISMO, ossia il “Sono super impegnato! Sto facendo un sacco di cose, ho un calendario pienissimo, super organizzatissimo, mi sono programmata a puntino la giornata, le interrogazioni, le pagine che devo studiare.. e poi esco con quella e poi vado al mare con l’altra. insomma tutto!”. Così si entra in un attivismo che a guardare bene è sterile, vuoto! Non si arriva a nulla perché la metà di ciò che ti sei programmato di fare cade nella distrazione, o nella noia, nel gioco del rimandare perché qualcosa che sembra più urgente prende il posto di… E così tu fai un sacco di cose, o meglio, credi di star facendo un sacco di cose ma in realtà senti un vuoto dentro… se ti fermi questo vuoto ti risucchia ed entri nella modalità minimalista: apatia, sonnolenza.

A volte succede anche questo,  che si passi dall’una all’altra modalità a fasi alterne. E già perché sono due facce della stessa medaglia, e la medaglia si chiama ACCIDIA.
È il nemico più grande del nostro appiattimento di ricerca di senso.

Da dove viene?
Dall’amore smodato per se stessi!
Quella passione per se stessi che porta a essere prigionieri del proprio io.

Questo amore di se è in fondo il vero idolo che minaccia la nostra vita!
Nel minimalismo è chiaro: l’amore per se si figura come l’amore per il proprio comodo, del quieto vivere, di ciò che è piacevole; una concezione diciamo “borghese” della vita interiore, per cui non vogliamo privarci di nessuna soddisfazione umana di ordine affettivo, estetico, di svago, divertimento, potere… etc etc.
Questo desiderio di stare bene è deleterio perché porta a preoccuparmi troppo di me e non a uscire fuori di me e quindi a donarmi veramente.
Già perché QUALE È IL MIO PERCHÉ, quale il mio senso il mio PER… ?
Io esisto PER… ??

Nel massimalismo, si fanno mille cose, si gira gira gira… come una trottola! Ma la trottola gira su un asse che è se stessa. Sei tu il centro di tutto perché tutto ruota intorno a te!

Perché tutto questo dire sull’accidia?
Per guardarci un po’, per riconoscerci, per individuarci, ossia per trovare il nostro senso, la VERITÀ DI NOI STESSI, cercando di smascherare le menzogne che spesso siamo proprio noi a raccontarci! Perché queste menzogne, questi inganni che ci raccontiamo riguardano tutti. Sono dentro il cuore di ogni uomo, ed il rischio di sbagliare il centro coincide con il rischio di passare una vita senza senso!
Trovare del tempo prezioso per interrogarsi, guardarsi in profondità, confrontarsi è ESIGENZA per la vita di ciascun uomo: farsi le giuste domande e cercare le risposte perché chi cerca cerca, TROVA TROVA!

Non andare fuori, ritorna in te stesso, la Verità risiede nell’intimo dell’uomo.
— Sant’Agostino

 Ognuno nasce diverso perché non è chiamato a fare il già fatto, bensì quello che c’è da fare.
— Martin Buber 

 

 

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