«Sono felice, smodatamente, spudoratamente felice. Ed è una gioia raccontarla, questa mia felicità».

Queste sono le parole di Simona Atzori, milanese, figlia di genitori sardi. Pur essendo priva di braccia dalla nascita, non si è mai persa d’animo e ha intrapreso sin da giovane l’attività di pittrice e di ballerina classica.

SIMONA-ATZORI che balla -Simona-che-dipingeLa strategia per affrontare la vita Simona  l’ha imparata sin da piccola, sin da quando i suoi genitori hanno saputo accogliere il suo arrivo non come un evento drammatico, ma semplicemente come un grande dono d’amore, suscitando l’incredulità di chi pensa che nascere senza braccia debba essere per forza una tragedia.
Probabilmente senza quell’investimento di fiducia iniziale oggi Simona non sarebbe la persona che è: un’apprezzata pittrice e un’affermata ballerina che ha danzato per Giovanni Paolo II al Giubileo del 2000, alla Cerimonia di apertura alla Paralimpiade di Torino del 2006, con Roberto Bolle and Friends a Taormina nel 2009, per i detenuti del carcere kenyota Nyahururu nel 2010, e nel suo ultimo spettacolo «Me» col quale sta girando in Italia e all’estero.

Non è stata una vita di rinunce quella di Simona, quando le era precluso fare qualcosa nel modo tradizionale, cercava un altro modo per farla, un suo modo, perché non tutti rispondono alle stesse esigenze con le stesse soluzioni.
E il suo modo sono i piedi. I piedi di Simona rappresentano in tutto e per tutto anche le sue mani. Li articola, li agita, li porta a livello della testa e con i piedi sistema perfino i suoi lunghissimi capelli. Non li copre mai perché le servono di continuo nell’uso molteplice e smisurato che ne fa.

cosa_ti_manca_per_essere_feliceE’ normale domandarsi come possa nascere una pittrice e ballerina di talento senza braccia. Chiaramente tanti sono stati i momenti difficili nella vita di Simona, molte le porte chiuse in faccia, ma altrettanta la determinazione e molte le persone che hanno creduto nel suo talento, lei per prima, così da far diventare  il suo sogno, realtà. “Nulla è impossibile nella vita.” Di questo Simona non ha mai dubitato e lo scrive nel suo libro “Cosa ti manca per essere felice?“.

Il titolo sembra fatto apposta per insinuare dubbi. Gli stessi dubbi che oggi noi del POG vogliamo suscitare in voi. Ti senti infelice? Per quale motivo? Sei sicuro che sia un motivo valido? Hai provato a considerare la cosa da un altro punto di vista? Hai provato a cercare il tuo modo?

La tanto cercata e bramata Felicità.

Simona continua scrivendo:Perché ci identifichiamo sempre con quello che non abbiamo, invece di guardare quello che c’è? Spesso i limiti non sono reali, i limiti sono solo negli occhi di chi ci guarda. È nostra responsabilità darci la forma che vogliamo, liberarci di un po’ di scuse e diventare chi vogliamo essere, manipolare la nostra esistenza perché ci assomigli. Non importa se hai le braccia o non le hai, se sei lunghissimo o alto un metro e un tappo, se sei bianco, nero, giallo o verde. La diversità è ovunque, è l’unica cosa che ci accomuna tutti”.

Proprio così. Una gran bella lezione di vita ci dona Simona, che ha imparato a guardare le cose da un punto di vista diverso, che ha osato, non ha avuto paura. Una giovane donna che ha coltivato molti sogni, ha affrontato la vita con una grinta tutta particolare ed in questo libro non si vergogna di dire di essere felice per quanto ha realizzato.
Candido Cannavò nel suo libro “E li chiamano disabili” racconta storie di persone coraggiose che ci insegnano la volontà e la voglia di vivere senza rassegnarsi. Parlando di Simona la definisce  la Libellula che “vola senza ali” perché “le sue braccia sono rimaste in Cielo”. La sua disabilità è la sua forza, il motore che l’ha spinta ad affrontare tutto.

“Lotto ogni giorno per essere una persona serena, questo sì . Mi sembra un traguardo più raggiungibile, più semplice da mantenere. La felicità a volte è talmente tanta da fare paura. Sta a noi provare a cercarla, solo a noi…”

HAPPY-Ecco, oggi il nostro intento è quello di spronarvi affinché possiate cercare la vostra Felicità!
Vi lascio con le parole del  famoso Benigni:

“Cercatela, tutti i giorni, continuamente. Chiunque mi ascolta ora si metta in cerca della felicità. Ora, in questo momento stesso, perché è lì. Ce l’avete. Ce l’abbiamo. Perché l’hanno data a tutti noi. Ce l’hanno data in dono quando eravamo piccoli. Ce l’hanno data in regalo, in dote. Ed era un regalo così bello che l’abbiamo nascosto come fanno i cani con l’osso, che lo nascondono. E molti di noi lo fanno così bene che non si ricordano dove l’hanno messo. Ma ce l’abbiamo, ce l’avete. Guardate in tutti i ripostigli, gli scaffali, gli scomparti della vostra anima. Buttate tutto all’aria. I cassetti, i comodini. Vedrete che esce fuori. C’è la felicità. E anche se lei si dimentica di noi, non ci dobbiamo mai dimenticare di lei. Non bisogna mai aver paura di morire ma di non cominciare mai a vivere davvero”.